Energia dal vento  
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UN PO' DI STORIA

Dal mulino a vento al generatore eolico

L'uomo ha imparato a sfruttare l'energia cinetica del vento migliaia d'anni fa. La navigazione a vela risale, infatti, ad almeno diecimila anni fa, mentre i primi mulini a vento di cui sono state trovate le tracce sono persiani e cinesi e risalgono al II millennio a.C. Erano costruiti in modo molto semplice, ricavati modificando le macine per l’aggiunta di un asse verticale che, dotato di opportune palette, ruotava sotto l’azione del vento (ancora usati in quei paesi).
Nei secoli seguenti e con certezza a partire dal 640 d.C. sotto il regno del califfo Omar I, i mulini a vento si diffusero in tutto il Medio Oriente, diventando una macchina d'uso corrente in agricoltura.
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Mulino persiano 2000 a.C.

Mulino Persiano (2000 a.c.)

 

 


Intorno al 1200 d.C., il mulino a vento venne introdotto anche in Europa, soprattutto nei paesi del Nord. In Europa si sviluppo però una diversa tipologia di mulino a vento, quello ad asse orizzontale. Scelta dovuta fondamentalmente alla caratteristica del vento nel Vecchio Continente, che essendo meno costante e non sempre presente in molte zone del territorio, ha causato la necessità di costruire macchine più grandi, che possano servire comunità intere e non singoli agricoltori.

Intorno al 1600 furono introdotte tecnologie più raffinate: furono perfezionati i profili delle pale e rese più aerodinamiche le pale per meglio sfruttare la forza del vento.
E’ del 1737 che Belidor nel suo trattato “l’Architecture Hydraulique” , descrive il primo mulino a vento con pale aerodinamiche, in sostituzione di quelle rettangolari. Successivamente venne sostituita la stoffa che costituiva le pale e che doveva essere arrotolata manualmente per diminuire o aumentare la velatura della pala secondo la forza del vento. Vennero montate delle lamelle in legno collegate a molle che automaticamente si aprivano o chiudevano a seconda delle necessità.

 

mulini a vento

 

 

Generatori

L’invenzione della dinamo, da parte del belga Gramme, nella metà del diciannovesimo secolo, aprì nuovi orizzonti all’utilizzo dell’energia idraulica ed eolica e nel 1887 il professor Paul La Cour ad Askov collegando un mulino a vento a due dinamo da 9 kW costruì il primo aerogeneratore realizzato in Europa e destinato alla produzione di energia elettrica: iniziava così lo sfruttamento dell’energia eolica per l’industria.
Nel medesimo periodo anche gli Stati Uniti realizzavano il primo “mulino a vento” per produrre elettricità (Charles Brush, Ohio, 1890), e nel 1941 a Granpa’s Knob,nel Vermount, realizzarono un gigantesco generatore con pale da 55 m che produceva 1450 kW, la cui vita fu però breve e nel 1945 venne messo fuori servizio per la rottura, che peraltro era prevista dai costruttori, di una pala.
In alcuni paesi, come la Danimarca, si arrivò a soddisfare una consistente parte del fabbisogno di energia elettrica nazionale con generatori a vento di media potenza ubicati in prossimità di fattorie e villaggi.

L'utilizzazione su grande scala dei combustibili fossili, che nel secondo dopoguerra forniva energia a costi bassissimi, portò a un quasi completo abbandono delle ricerche e della produzione di aerogeneratori.

Infine, la crisi petrolifera del 1973 ha fatto rinascere l'interesse per le fonti energetiche rinnovabili, tra cui quella eolica, che in certi casi si dimostra competitiva con i combustibili fossili. I mulini moderni sono molto più veloci ed efficienti di quelli d'inizio secolo. Hanno un minor numero di pale e riescono a raggiungere velocità anche cinque volte superiori a quella del vento, con una produzione di energia doppia rispetto ai mulini tradizionali